Claudio Ranieri: "Solo la Roma e il Cagliari avrebbero potuto riportarmi sulla panchina"




L'inizio dell'era Ranieri ter: "La Roma è casa mia, qui voglio dare tutto per la squadra"

Claudio Ranieri è tornato ufficialmente sulla panchina della Roma, una terza avventura che ha suscitato grande attesa. Durante la conferenza stampa di presentazione, l'allenatore testaccino ha svelato alcuni retroscena della sua decisione e tracciato la sua visione per il futuro della squadra giallorossa.

"Prima di iniziare volevo mettere i puntini sulle i", ha esordito Ranieri. "Avevo smesso di allenare, ma non perché dovessi farlo. Ho ricevuto molte offerte, ma ho sempre detto di no. Solo due squadre avrebbero potuto farmi tornare: la Roma e, in caso di necessità, il Cagliari. Il destino ha voluto che tornassi qui, e sono felice di farlo".

"Unità e concentrazione, nessun compromesso"

Ranieri ha subito chiarito l'importanza di mantenere l'unità all'interno della squadra e tra i tifosi, ribadendo che l'obiettivo è lavorare insieme per il bene della Roma. "Non voglio che ci siano fischi durante le partite, se dovete fischiare, fatelo dopo la partita, quando sarò sotto la curva. Non mi interessa chi c'era prima, ora ci sono io e da qui in poi le responsabilità sono le mie", ha dichiarato con determinazione.

"Voglio che i ragazzi diano il massimo, lavorando con il sorriso. Non possiamo fare questo lavoro senza passione, ci sono milioni di persone che non hanno la nostra fortuna, quindi dobbiamo essere felici di farlo e darci da fare per riportare la Roma ai vertici", ha aggiunto Ranieri, con un messaggio di motivazione chiaro e forte.

La gestione Dybala: "Ogni giocatore è una risorsa preziosa"

Uno dei temi caldi sollevati da Ranieri è stato il caso Paulo Dybala. L'allenatore ha sottolineato l'importanza di gestire il numero 21 con attenzione, data la sua condizione fisica e il fitto calendario della stagione. "Dybala è un giocatore di un’altra categoria, ma non possiamo permetterci di farlo giocare sempre. Ogni tre giorni c'è una partita, e non è possibile che giochi sempre per 90 minuti. Ogni giocatore è una risorsa preziosa, e io sono super geloso dei miei giocatori. Li difenderò sempre, ma la gestione deve essere oculata", ha dichiarato con grande sincerità.

La visione per la Roma e la responsabilità del presidente

Il tecnico ha anche parlato della visione condivisa con la proprietà della Roma. "Frederik, la proprietà, mi ha detto che vuole vedere la Roma ai massimi livelli e per questo mi ha chiamato. È una grande responsabilità, ma sono pronto a dare tutto", ha spiegato. Ranieri ha poi sottolineato l'importanza della presenza costante del presidente nella gestione del club: "In Italia è fondamentale che il presidente sia sempre visibile, come ci si aspetta dai tifosi. Quando ero al Chelsea, non vedevo Abramovic se non alla fine del mese, ma in Italia il presidente deve essere sempre un punto di riferimento."

"La decisione di tornare è stata una scelta di cuore"

Ranieri ha chiuso la conferenza con un pensiero molto personale: "La decisione di tornare è stata presa di cuore, con un forte legame alla Roma. Ho iniziato qui come giocatore e ora sono pronto a metterci la faccia come allenatore, per il bene della squadra e del club."

Un futuro da dirigente? "Vediamo se è il caso di portare De Rossi in panchina"

Infine, l'allenatore ha parlato del suo futuro a lungo termine, dichiarando che quando arriverà il momento di diventare dirigente, valuterà la possibilità di portare un altro grande ex giallorosso, Daniele De Rossi, al suo fianco: "Quando arriverà il momento, vedremo se sarà il caso di portare De Rossi in panchina. Adesso, però, mi concentro sull'allenare la squadra."

Con queste parole, Claudio Ranieri ha dato ufficialmente il via alla sua nuova avventura sulla panchina della Roma. Un ritorno che si preannuncia ricco di emozioni, passione e responsabilità, con un tecnico pronto a guidare i giallorossi verso nuove sfide.

Commenti