L'epopea calcistica e imprenditoriale di Tommaso Giulini è una narrazione ricca di passione, sfide e radici profonde. Intervistato dalla Lega Serie A, il presidente del Cagliari Calcio ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita, dalla formazione nei gloriosi settori giovanili del Milan di Berlusconi, Sacchi e Galliani, fino alla decisione di guidare il club sardo.
Gli inizi: dal calcio giovanile all'eredità familiare
Il racconto di Giulini parte dal sogno di essere calciatore: "I primi ricordi a Milanello furono formativi, un mondo diverso, quasi magico. Era l'era di Sacchi e Galliani, con un'attenzione incredibile ai giovani, che ha rappresentato la mia prima vera palestra”. Una carriera calcistica che lo vide modesto portiere fino a 35 anni nelle categorie minori, ma fu l'imprenditoria il punto di svolta, seguendo le orme del padre.
Tommaso Giulini ha descritto l'eredità lasciata dal genitore, un uomo che negli anni '60 scoprì uno dei più grandi giacimenti di fluorite al mondo in Sardegna, segnando il punto di partenza di un'attività imprenditoriale che si è evoluta nella produzione di materie prime per l'industria dell'alluminio. "Mio padre, uomo di umiltà e grande lungimiranza, fu determinante anche per il mio percorso personale".
Dall'Inter al Cagliari: una scelta di cuore e responsabilità
Dopo l'esperienza come consigliere d'amministrazione dell'Inter negli anni gloriosi di Mancini e Mourinho, la vita di Giulini prese una svolta in attesa: l'avvocato Mariano Delogu, figura iconica per i sardi, lo convinse a rilevare il Cagliari nel 2014. "Non fu una decisione facile. L'eredità lasciata da Gigi Riva, che aveva avuto l'onore di incontrare anni prima, mi pesava. Il Cagliari non è solo una squadra di calcio, è un simbolo per tutta l'isola".
La scelta, seppur inizialmente spaventosa, si rivelò una nuova avventura emozionante: "Sentivo il peso della responsabilità verso una terra che non è solo la mia seconda casa, ma un luogo carico di significato per la mia famiglia".
Dieci anni di presidenza: trionfi e cadute
Nel ripercorrere il decennio da presidente, Giulini non ha nascosto le difficoltà. "Il momento più difficile? La retrocessione contro il Venezia, una ferita ancora aperta. Una squadra con zero motivazioni, eppure non riuscimmo a vincere". Ma tra i ricordi negativi spiccano altrettanti trionfi: "La vittoria del campionato di Serie B è stata storica: mai il Cagliari l'aveva conquistata. Quel gol di Sau a Vercelli nel 2016 fu magico, come lo fu il ritorno in Serie A nel 2023 grazie al gol di Pavoletti a Bari, sotto il diluvio".
In questi anni, Giulini ha avuto al suo fianco figura simbolo come Claudio Ranieri: "Quando arrivò, l'anno scorso, ci disse che sarebbe stata probabilmente la sua ultima esperienza in un club. La salvezza contro il Sassuolo fu un momento liberatorio, e il mister ha dimostrato ancora una volta cosa significa avere passione e competenza".
Sostenibilità e sfide del futuro
Uno degli aspetti più significativi della presidenza Giulini è il focus sulla sostenibilità economica. "Negli ultimi anni, soprattutto dopo il Covid, siamo riusciti a ridurre progressivamente le perdite, garantendo un equilibrio finanziario. Il Cagliari oggi è un club che si autoalimenta, con immissioni di risorse solo quando necessario". Tuttavia, il presidente riconosce la difficoltà di far comprendere ai tifosi quanto sia complesso mantenere la competitività in un sistema calcistico sempre più internazionale e dominato dalla finanza.
"È chiaro che il tifoso vuole vincere, sempre e comunque, ma bisogna essere realistici. Il calcio italiano sta affrontando grandi trasformazioni, con l'ingresso di fondi e nuovi modelli di gestione. Garantire continuità e risultati richiede non solo competenza, ma anche bacini d'utenza e risorse che non sempre sono alla portata di tutti".
Un presidente tra passione e pragmatismo
Giulini si definisce un presidente "più razionale che passionale", in contrasto con l'energia viscerale di predecessori come Cellino. Tuttavia, il legame con il Cagliari e con la Sardegna resta indissolubile: "Pur vivere principalmente a Milano, l'amore per questa squadra e per quest'isola è immutato. Ogni scelta fatta è guidata dalla volontà di rendere orgogliosi i sardi".
Nel concludere l'intervista, Giulini ha espresso un desiderio per il futuro: "Spero di poter continuare a lungo questo percorso, per portare il Cagliari dove merita. Perché questa squadra è più di una passione, è un simbolo di identità e appartenenza".
Un racconto di calcio e vita, di radici e futuro, che rende Tommaso Giulini non solo un presidente, ma un custode di una storia che lega il Cagliari al cuore della Sardegna.
Cagliari, Giulini e il futuro del club: sostenibilità, stadio e il ruolo della Serie A
La seconda parte dell'intervista a Tommaso Giulini, presidente del Cagliari Calcio, offre una prospettiva approfondita su tre temi centrali della sua gestione: il percorso decennale della società, il progetto del nuovo stadio e il valore culturale e strategico della Serie A. Una riflessione che va oltre il calcio giocato, toccando ambizioni economiche, sociali e territoriali.
La gestione Giulini: tre fasi, una visione
Tommaso Giulini ha sintetizzato il suo decennio alla guida del Cagliari in tre periodi distinti:
Il quinquennio della sostenibilità economica:
Nei primi anni, l'obiettivo è stato stabilire basi finanziarie solide, con un'attenta gestione economica e la valorizzazione di giovani talenti. Simbolo di questo periodo è Nicolò Barella, cresciuto nel vivaio rossoblù e poi ceduto all'Inter in quella che Giulini definisce “la vendita Italia su Italia più importante della storia recente del calcio”.La “tempesta perfetta” post-Barella:
Gli introiti della cessione sono stati reinvestiti immediatamente per compiere un salto di qualità. Gli acquisti di Giovanni Simeone, Nahitan Nández e Marko Rog hanno rappresentato uno sforzo economico significativo, ma tra infortuni, aumento degli ingaggi e la pandemia di Covid-19, i risultati sono stati inferiori alle aspettative. La gestione dei bilanci ha subito una forte pressione, costringendo la società a una nuova fase di riflessione.Verso una nuova sostenibilità:
ora il focus è tornato sul contenimento delle perdite e su una gestione prudente, mantenendo al contempo la competitività sportiva. Giulini ha sottolineato l'importanza di modelli come quello dell'NBA, che promuovono un maggiore equilibrio finanziario tra le squadre, auspicando un approccio simile anche per il calcio italiano.
Un nuovo stadio per il futuro di Cagliari e della Sardegna
Il progetto del nuovo stadio rappresenta uno snodo cruciale per il futuro del club e del territorio. Giulini ha raccontato le complessità di un percorso iniziato con la costruzione dello stadio provvisorio, apprezzato anche a livello internazionale, e proseguito con la progettazione di un impianto definitivo che ambisce ad essere un modello di sostenibilità e inclusione sociale.
- Un'opportunità per Sant'Elia: Lo stadio sarà un elemento chiave per la riqualificazione del quartiere, una delle aree più difficili di Cagliari. L'obiettivo è creare uno spazio che vada oltre lo sport, diventando un punto di riferimento per la comunità.
- Partnership pubblico-privata: Giulini ha scelto un modello che bilancia investimenti pubblici e privati. I 50 milioni di contributi pubblici non andranno al Cagliari Calcio, ma saranno utilizzati per le infrastrutture. Il club, invece, beneficerà solo dei ricavi legati alle attività del giorno gara, stimati prudentemente in circa 15 milioni di euro all'anno.
- Sostenibilità a lungo termine: Con una concessione di 50 anni, il nuovo stadio mira a garantire un ritorno economico e sociale duraturo, in linea con le esigenze del territorio e con i nuovi paradigmi del calcio moderno.
La Serie A come patrimonio culturale e sportivo
Giulini ha concluso l'intervista riflettendo sulla bellezza e sulla particolarità della Serie A, un campionato che unisce tradizione e territorio. Dalla Sardegna a Venezia, da Firenze al Salento, il calcio italiano rappresenta un mosaico unico di città e cultura.
Tuttavia, la competizione con i grandi tornei internazionali, come i Super Champions, pone sfide significative. Giulini ha ribadito la necessità di lavorare insieme per preservare la Serie A, rendendola sempre più attraente e competitiva, sia in Italia che all'estero.
Un futuro da costruire insieme
Questa seconda parte dell'intervista a Giulini non è solo un bilancio della sua gestione, ma un invito a guardare avanti. Il nuovo stadio, con il suo impatto economico e sociale, rappresenta una grande opportunità per il Cagliari e per la Sardegna, ma è anche un esempio di come il calcio possa diventare un motore di sviluppo per il territorio.
Al tempo stesso, la visione di Giulini per la Serie A come campionato unico, radicato nella cultura italiana, offre spunti importanti per il futuro del calcio nazionale. La sfida, come sempre, sarà coniugare passione e sostenibilità, tradizione e innovazione. Una sfida che il Cagliari Calcio sembra pronto ad affrontare.
Fonte: Radio Serie A

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